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mercoledì 15 aprile 2020

Ode alla Vita

Nell'estate del 2017 ebbi un momento di depressione per alcuni eventi dai quali cominciai fortemente a pensare che sino a quel momento non mi ero preso cura di 'me' sufficientemente.
Oramai ero a conoscenza degli innumerevoli benefici sulla salute dell'esposizione ai raggi del sole e in quella tarda mattina d'estate andai in prossimità al mare, nella mia città natia. Lì, mi sdraiai al sole, su un caro e gentile scoglio, esponendomi passivamente ai raggi del Dio Sole. Ma quello fu tutt'altro che un atto passivo: rimasi lì, seduto, per oltre due ore con una accettazione che accoglie tutto quello che il momento ha da offrirle: il calore del sole, il rumore prodotto dall'infrangersi dell'acqua sugli scogli, i pensieri che venivano e andavano, gli uccelli, il colore del cielo, il vento, le persone che passavano e il rumore delle barche dinnanzi a me. Nel frattempo, la mia mente (o la mia anima) produsse alcune riflessioni che si concretizzarono sotto forma di parole e versi che risuonavano dentro di me.
Una volta tornato a casa fui in grado di riscrivere tutto: era come se quelle parole fossero state incise nel mio essere. Qui, ora, vi propongo questi versi (manca sicuramente una strofa che non trovo più, ma presto l'aggiornerò):

O Mare, o Sole, o Terra,
vi chiedo perdono se finora vi ho trascurate.
Ora, imploro il vostro sostegno,
anche per il tempo in cui ho peccato.

O Mare, o Sole o Terra,
datemi il più che potete
ed io mi impegnerò,
a riceverne il più che ne sono capace.

O Mare, o Sole, o Terra,
O Vita.

giovedì 5 marzo 2020

La coincidenza e la Montagna

Ieri mi trovavo presso una biblioteca di una cittadina Friulana ed ero seduto al PC per fare una ricerca sul catalogo online. Avevo bisogno di carta per appuntarmi la collocazione dei libri. Noto che sul tavolo c'era un foglietto un pò accartocciato e lo prendo per usarlo. Ma da un lato trovo della frasi scritte a penna da qualcuno. Vista la grafia, direi che si tratti di una ragazza. Sono frasi che parlano della montagna, frasi da me mai sentite. Subito colgo la loro profondità  ed anche la coincidenza: ritorna il filo conduttore tra me e la montagna, soprattutto in inverno. Comincio a pensare e il significato è molto chiaro:«Vai in montagna!»
Vi riporto le tre frasi aggiungendo anche gli autori per la seconda e la terza, dato che non erano menzionati.
«Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione è emozione, il sollievo di dimenticare le miserie terrene...e tutto perché siamo più vicini al cielo».  Emilio Comici

«Una cima raggiunta è il bordo di confine tra l'infinito e l'immenso».  Erri De Luca

«Se sei in cerca di angeli o sei in fuga dai demoni...vai in montagna». Jeffrey Rasley


Mi piacerebbe proprio incontrare la persona che ha scritto e lasciato o dimenticato questo piccolo foglio di carta in biblioteca. Attendo con impazienza la sua venuta...

domenica 16 febbraio 2020

Sogno e Realtà

E' da un pò di tempo che sto cercando di chiarirmi come organizzare questo blog. E allora ho pensato una cosa: forse non c'é da organizzare un bel niente. Lo userò per lo più come un diario e di tanto in tanto farò qualche digressione sulle mie esperienze passate e sui "Quaderni di Liverpool". Anche perché, dato oramai la raggiunta presa di consapevolezza che le esperienze passate si ripeto costantemente, giorno dopo giorno, non ha nessun senso di parlare di passato ma solo di eterno presente. Dunque, da questo punto di vista, i riferimenti temporali non servono più. Quello che più conta sono i contenuti delle esperienze, e cioè il contenuto emotivo e l'interazione nella realtà, nel mondo della forma, cioè il vissuto quotidiano. Ma ora passiamo a quello che voglio condividere in questo post. Da un pò di tempo erano cambiate alcune cose nella mia vita, cioè ero stato costretto per cause esterne ad abbandonare alcune situazioni che mi causavano un carico emozionale negativo non leggero. Ho sempre creduto che tali situazione mi servivano come crescita, evoluzione. Quindi mi ero interrogato a lungo del motivo per cui, qualcuno, da lassù, o da laggiù (non ha importanza da dove) mi avesse tolto da quelle situazioni. C'è da dire che oggettivamente non riuscivo ad evolvere da dove mi trovavo, dato che ero impantanato da anni. Forse dunque è proprio questo il motivo per cui ero stato catapultato via: avevo avuto le mie possibilità e non ne ero uscito "cambiato". Ma forse sarebbe meglio non farsi troppe domande. Ad ogni modo, toltomi da queste situazioni, avevo cominciato a sognare cose simili, in contesti quasi identici. Ma come ho già scritto il carico emotivo che provavo nel sogno era fortissimo, come vivessi certe storie per la prima volta. I sogni al riguardo erano diventati riccorrenti e, incredibile a dirsi, ogni volta che facevo lo stesso sogno l'emozione era sempre al 100%. Nella realtà mi succedeva diversamente: se la stessa persona ti tratta male per un anno intero, alla fine dell'anno non reagisci più come se fosse la prima volta. Gli dai meno peso. Sopporti in modo differente. Nel sogno, stesse persone, stesse problematiche e ad ogni sogno era sempre il solito terrore, spavento... Questa è la differenza tra sogno e realtà: i sogni, anche ricorrenti, sono sempre per la prima volta. Questo credo che accada per il semplice fatto che nel sogno non disponiamo della memoria. Quando comincia un sogno e viviamo la solita situazione, non ci viene in mente che stiamo facendo un sogno simile a quello della notte precedente. Messa così mi verrebbe da dire che il sogno è più reale della realtà. Questo, secondo me, è quello che di solito succede. A meno che nei sogni lucidi non si riesca a sperimentare qualcosa che si avvicina al ricordo. Questa è una domanda interessante per me.

giovedì 14 novembre 2019

I maestri interiori

Da un mese sto "pensando" esclusivamente ai miei problemi, soprattutto la mia attenzione è rivolta al fatto che facendo resistenza al momento presente, cioè: non mi va dove sto vivendo, cosa sto facendo e il fatto di non sapere cosa volere. Scappo letteralmente ogni giorno dalla mia situazione, cercando sfogo andando in giro e cercando qualcosa, senza avere un'idea di cosa.

Data la mia confusione, ho anche cercato l'aiuto di una persona a me cara e che ora non può fisicamente aiutarmi; le ho spiegato che mi trovavo in una brutta situazione e che non sapevo cosa fare. L'ho fatto principalmente perchè speravo potesse aiutarmi nel affrontare e risolvere alcuni miei problemi pratici. Ad ogni modo questa persona ancora non mi ha potuto aiutare, anche perchè è impegnata altrove.

Comunque, le volte che sono stato sul punto di chiedere aiuto, mi sono reso conto di due cose: primo, cerco aiuto ma non è chiaro neppure a me come potrei essere aiutato; secondo, ho pensato che questa mia situazione sia una mia prova, solo per me, e di doverne uscire da solo.
Ora arriva il bello della storia. Due sere fa ho aperto un cassetto con molte cianfrusaglie in cui vi era il Vangelo; lo apro a caso e mi casca l'occhio sul verso:

"L'anima mi è turbata. Che cosa dirò: «padre salvami da quest'ora?». Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora"

E' stato stupefacente: praticamente ho trovato conferma nel Vangelo, aperto a caso, di quello che stavo già pensando e che facevo e faccio fatica a mettere in pratica (cioè l'affrontare da solo una serie di situazioni per me insopportabili). Oggi si è ripresentata la stessa cosa: stavo leggendo "Il Tao del dragone" di Bruce Lee, e guarda un pò, ho letto proprio i capitoli riguardanti l'arte del lasciare andare, l'abbandonarsi e seguire il nemico nel combattimento, non creare attrito con la realtà (proprio come fa l'acqua). Sorprendente, vero?. Mi sto chiedendo se forse non abbia attorno a me anche i maestri sotto forma di persone ma che sono troppo cieco per vedere e sordo per sentire.

venerdì 11 ottobre 2019

2012: il dott. Mozzi e la dieta vegana

Nel 2012 cominciai ad essere stufo di avvertire una certa pesantezza di stomaco a fine pasto pur continuando ad avere lo stimolo di mangiare. Ero solito mangiare due piatti di pasta abbondanti al giorno, secondo, contorno, e pane. Per quanto riguarda i dolci devo dire che non mi era mai piaciuto mangiare alimenti dolci dopo aver mangiato salato. Questo valeva anche la frutta. Di norma mangiavo merendine e brioches al mattino presto o al pomeriggio, come spuntino; difficilmente mangiavo frutta, eccetto le banane. Questo essere stufo del mio modo di mangiare probabilmente dipendeva anche da altri ambiti della mia vita nei quali non ero produttivo. Cominciai per caso a cercare su Youtube video che parlassero di alimentazione. Uscì fuori il mondo.
I primi video che vidi riguardanti il mondo dell'alimentazione furono quello che parlavano dei danni sulla salute dei prodotti di origine animale, di diete vegane e i video del dott. Mozzi che promuove la sua dieta dei gruppi sanguigni. Mi concentrai molto sul consumo di carne e anche dell'impatto ambientale e arrivai al The China Study di Colin Campbell; seguii con molti interesse anche i video di Mozzi che, al contrario dei primi, non demonizzava la carne e sconsigliava il glutine e latticini. Il suo consiglio era quello di usare invece altri "grani", come il riso, quinoa, amaranto, grano saraceno.

Fui subito molto colpito dal video che demonizzava i prodotti animali e non ebbi dubbi sulla sua veridicità; idem per quanto riguarda i video del dott. Mozzi riguardo i problemi legati al consumo di glutine: tutto quello che sentivo aveva un senso per me e volli provare. La mia alimentazione per circa due mesi prevedeva:
  • carne una volta a settimana, anzichè tutti i giorni
  • latticini una volta ogni quindici giorni (uno yogurt), anzichè tutti i giorni
  • riso, quinoa, amaranto, grano saraceno al posto della pasta, tutti i giorni
  • gallette di riso al posto del pane
  • molte verdure e legumi
  • frutta a al mattino

Nel giro di tre giorni ebbi subito dei risultati notevoli in fatto di digestione. Nello specifico:
  • riduzione del gonfiore di pancia
  • risveglio molto meno difficoltoso
  • riduzione dei dolori alla schiena, special modo al mattino
  • maggiore energia
  • aumento dell'attenzione e maggior lucidità mentale
Come già detto in post precedenti, qualche mese prima mi era stata diagnosticata una carenza di Vitamina D (<10) e fosforo e mi stavo sottoponendo ad esami specialistici presso una nota Azienda Ospedaliera. Tra i vari controlli vi fu anche anche quello per la celiachia ma gli esami del sangue smentirono alla grande. Dal mio punto di vista però era chiaro che ci doveva essere un legame forte tra i miei disturbi e l'assuzione del glutine. Sottolineo che fino ad allora avevo sempre introdotto grandi quantità glutine principalmente sotto forma di pasta (due volte al giorno, sempre) e pizza (meno di pane). Quindi mi ero convinto oramai che la scarsa digestione fosse la causa principale del mio scarso livello di energia; quindi cambiare modo di alimentarmi mi aveva portato i benefici di cui stavo godendo. Cominciai questo "esperimento" ad inizio Aprile e continuai per tutto l'anno. A Maggio feci un'altra cosa insolita per me: cominciai ad andare al mare, senza fare il bagno. Già al mattino alle 9-10 ero sul «mio» scoglio preferito, gustando frutta fresca e a volte secca. Mi portavo il pranzo preparato da casa (riso, quinoa o insalata) e spesso rimanevo a prendere il sole anche fino alle 17. Usavo una crema protezione 10. Ovviamente, a Maggio, i raggi del sole non sono così efficaci come in piena estate. Quindi ebbi tutto il tempo per abituare la pelle gradualmente all'esposizione. Di tanto in tanto ascoltavo un pò di musica o più spesso leggevo libri, in particolare una grammatica di lingua inglese. Andai al mare da Maggio a metà Settembre, almeno 3-4 volte a settimana e per tutta la giornata. Non feci mai, dico mai, il bagno, anche quando a fine giugno non ne potevo più dal caldo e mi dovetti comprare un costume (fino ad allora ero andato con un normale paio di pantaloncini che mi tiravo ben sopra le ginocchia).

La scoperta folgorante arriverà anni dopo quando capii che l'alimentazione c'entrava solamente in minima parte. (to be continued)

mercoledì 18 settembre 2019

Come ho scoperto dell'esistenza del 'Rolfing'

Durante la mia permanenza a Liverpool, di tanto in tanto, ero solito leggere l'unico libro in italiano che mi ero portato appresso "I sei pilatri dell'autostima" dello psicoterapeuta americano N. Branden. Avevo letto il libro già una volta e lo stavo rifacendo velocemente facendo gli esercizi a fine capitolo. Ad un certo punti smisi di fare gli esercizi e due o tre mesi più tardi ripresi il libro dall'inizio. Ad un certo punto capii di non aver capito nulla di quel libro fino a quel momento.
In questo libro c'è una pagina, in cui l'autore parla del Rolfing, una tecnica di 'fini massaggi' ideata da Ida Rolf, atta a liberare le tensioni nel corpo. Fu buffo realizzare che pur avendo già letto quel libro, mi era completamente sfuggita quella pagina. L'autore narra brevemente la sua esperienza con un terapeuta 'rolfer', il quale gli avrebbe detto che non tutti i pazienti beneficiano del Rolfing allo stesso modo: dipende dal loro livello di consapevolezza e dalla loro disponibilità.
L'idea del Rolfing mi ha pervaso durante tutta la mia permanenza a Liverpool e cercando nel web incappai anche nel lavoro sul corpo di Peter Levine. Mi piacquero entrambi. Contattai subito una rolfer per avere informazioni ed ancora oggi, a distanza di due anni, devo ancora intraprendere il percorso.
Ma settimane fa ho incontrato un Rolfer della Toscana per avere maggiori informazioni. L'incontro è stato piacevole ma curioso è stato lo scambio che abbiamo avuto: lui è venuto a conoscenza (grazie a me) del libro suddetto di  Branden. Io, d'altro canto, sono venuto a conoscenza di un libro dal titolo "Disegnare con la parte destra del cervello". Da tempo sto cercando la chiave per disegnare qualcosa e avevo già intuito che la mia incapacità di disegnare dipendessero da qualche blocco. Il libro tratta appunto di come liberarsi di questi blocchi. Inoltre spiega per me un altro punto essenziale e cioè che l'incapacità di disegnare è da attribuire almeno in parte all'incapacità di vedere. Qui però si apre un altro capitolo, quello di Bates, Aldous Huxley e degli occhiali stenopeici....

mercoledì 4 settembre 2019

2012: la fine del mio «mondo»

La parola "mondo" deriva dal latino mundus e significa "il modo in cui vedo, sistemo la realtà"; è la stessa parola di "cosmo" che deriva dal greco kòsmos: praticamente descrive il complesso delle nostre credenze, della nostra cultura e quindi il modo con il quale interagiamo con l'esterno.

«Fine del mondo» significa la caduta degli ideali, certezze e l'inizio della messa in discussione di tutto ciò che fino ad ieri veniva dato per scontato

Tutto iniziò quando mi giunse la notizia che cibarsi di alimenti di origine animale non faceva bene alla salute e che poteva essere causa di tumori. Avevo trovato molti articoli e video che dipingevano la dieta vegana come la più idonea al genere umano. Inoltre trovai alcuni video in cui si parlava dei problemi derivanti dall'assunzione del glutine. Stop! Ma cos'è che mi spinse a chiedermi se il mio modo di alimentarmi era adeguato o meno? Fu il fatto che cominciavo ad avvertire una fame insaziabile che  persisteva anche a fine pasto, facendomi sperimentare digestioni davvero impegnative.

Nello stesso periodo mi fu diagnosticata "per caso" una carenza di fosforo nel sangue e di vitamina D. Feci molti esami di controllo in un noto ospedale dell'Italia centro-nord. Quasi contemporaneamente entrai in possesso del libro  The China Study che promuove una dieta di tipo vegano e che contiene un'appendice che parla di Vitamina D (che coincidenza). Pare che vi siano correlazioni tra utilizzo del glutine e carenza di vitamina D. Chiaramente una carenza di vitamina D è principalmente da imputare ad una scarsa esposizione solare. Tra i libri importanti in letteratura sulla vitamina D cito The Vitamin D solution di Michael F Holick, uno dei massimi esponenti in materia. Tutto quello che mi succedeva sembrava seguire un filo conduttore ma all'epoca non sapevo ancora nulla di "coincidenze". Ad ogni modo passai da una dieta carnivora poco salutare ad una dieta quasi-vegana e gluten-free nel giro di quindici giorni.
Tutto ciò accadeva circa nell'Aprile 2012 (sicuramente in seguito parlerò più dettagliatamente della mia alimentazione).



Procedendo nel racconto dalle sembianze banali, ad inizio Maggio iniziai ad andare al mare, sugli scogli, in un piccolo paese di mare dove sono cresciuto: erano esattamente dieci anni che non facevo niente di simile. Inoltre, non avendo un costume, andai indossando dei pantaloncini corti per tutto Maggio e parte di Giugno (sì, non feci mai il bagno anche quando mi decisi a comprarmi il costume!).

Evidentemente stavo facendo delle cose a cui non ero più abituato ma in quel momento non ci feci caso. E amici, sarà proprio questo il punto focale della storia, da dove il tutto si è innescato:

  • quello che stavo facendo, seppur apparentemente usuale
  • l'inconsapevolezza che quello stavo facendo potesse avere effetti strabilianti sul mio essere

Mettendo insieme i due punti sopra posso oggi concludere questo: in quel periodo non avevo la minima idea di quello che stavo facendo. Tuttavia tutto aveva un senso ed uno scopo....ma io l'avrei scoperto oltre cinque anni dopo.